La storia della Cina di solito è suddivisa in base alle dinastie che si sono succedute. La prima dinastia di cui si hanno notizie nelle memorie storiche è la dinastia Xia (2205-1751 a.C.). A questa seguì la dinastia Shang (1751-1122 a.C.), e dopo la dinastia Zhou (1122-256 a.C.).

Le origini dell’I Ching sembrano risalire alla prima dinastia degli Xià, oltre 4000 anni fa, e fu redatto nella sua forma attuale durante i primi anni della dinastia Zhou ad opera del re Wen e di suo figlio il duca di Zhou. In seguito Confucio (551-479 a.C.) aggiunse i commenti al testo, e dopo di lui altri ampliarono questi commenti. Quindi il testo definitivo si è formato in un arco temporale di oltre 1000 anni.

Pensate che stiamo iniziando a studiare un testo che ha più di 4000 anni di storia e che è considerato un monumento dell’antica cultura cinese e anche di quella attuale, nonché ispiratore della nascita della medicina tradizionale cinese, del taoismo, e di tanti altri aspetti della civiltà cinese, compreso il baguazhang.

Quando parliamo di I Ching in realtà ci riferiamo a 3 I o I Ching. Nella storia della Cina ci sono infatti stati 3 I:

  • Lian Shan I
  • Gui Zhang I
  • Zhou I


Il primo fu realizzato durante la dinastia Xià, circa 4000 anni fa dall’imperatore Yan, un re leggendario. Si dice che egli ispirato dal guà 42 (Yi, crescente), inventò l’aratro e scoprì l’utilizzo delle piante dando origine all’agricoltura. Il secondo fu realizzato durante la dinastia degli Shang, circa 3500 anni fa, dall’imperatore giallo. Si crede che l’imperatore giallo creò il sistema del calendario e anche la bussola. Il terzo, lo Zhou I fu scritto fu scritto dal re Wen tra la fine della dinastia Shang e l’inizio di quella degli Zhou, circa 3000 anni fa.

Quindi quando noi menzioniamo l’I Ching stiamo indicando i 3 I. Quando invece parliamo dello Zhou I ci riferiamo al libro scritto dal re Wen. Gli altri 2 in realtà non sono mai stati tramandati. Il simbolo del primo guà nel Lian Shan I era Montagna sopra e sotto, che significa “le nuvole si allontanano in fila”. Questo è considerato un segno di connessione e collegamento.

Le persone infatti dicevano: “La Via della dinastia Xia è il collegamento”. Quello era il tempo della caccia, e le persone erano ispirate da montagne e foreste. Nel periodo degli Shang vigeva una società matriarcale, così il simbolo con cui iniziava l’Ching era Terra sopra e sotto. Le persone a quel tempo si dedicavano all’agricoltura e credevano che ogni cosa provenisse dalla terra e ritornasse infine alla terra. Essi onoravano la Terra come la Grande Madre, per questo motivo posizionarono prima il simbolo Terra. Un detto cinese citava: “La Via della dinastia Shang è Qin Qin, intima,intima”, intima cioè come la madre.

Quando il re Wen scrisse l’I Ching la società del tempo era già passata al modello patriarcale, e così ispirato dal modello Yin Yang egli posizionò prima Qian (l’Iniziale), seguito da Kun (il Rispondente) all’inizio del suo libro. Così i primi 2 guà l’iniziale e il rispondente divennero l’introduzione al libro, mentre i due guà Jiji e Weiji furono posti a chiusura del libro. Jiji significa “Già riempito”, e Weiji “Non Ancora riempito”.

Se consideriamo l’interpretazione del carattere cinese Zhou I, esso significa “Essere completamente preparati, ripensare a fondo, considerare in maniera completa, ripensarci e ricominciare d’accapo”. Molti pensano che questo termine descrive uno dei principali temi del libro, ovvero che tutte le cose tra cielo e terra vanno e ricominciano di nuovo, mentre altri pensano che il re Wen si preparò pienamente, accuratamente e completamente per scrivere il libro. Egli considerò come la più alta delle cose la ricerca della più alta armonia, che è l’anima dell’I Ching.

Secondo il maestro Huang, un profondo studioso dell’I Ching della nostra epoca “La Via dei mutamenti di Zhou è ottenere la centralità e rettificarsi”.
Nei tempi antichi e anche oggi ci sono state due scuole di studi sull’I Ching; una è la scuola della moralità e della ragione, e l’altra è la scuola dei simboli e dei numeri. La prima enfatizza il significato del testo e il suo messaggio morale, l’altra studia la numerologia interna, gli esagrammi e le relazioni con il mondo fisico. All’inizio infatti il libro esisteva solo in forma di simboli, ed essi sono ancora la chiave per comprenderne il significato. Questo secondo sistema è utilizzato principalmente come oracolo, per predire il futuro.

Dal mio punto di vista bisognerebbe studiare sia i simboli che il testo, con la finalità principale di comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda, con i suoi processi, al fine di migliorare le nostre vite e quelle delle persone a noi vicine.

Durante il periodo degli Zhou, vale a dire dall’ottavo al terzo sec. A.C cominciano a comparire commenti anonimi sull’I Ching, ma di tradizioni diverse che poi in epoca Han furono tutti incorporati nel testo come Ali dell’I Ching. Infatti un detto cinese dice: “L’I Ching per volare ha bisogno di 10 ali”. Significa che per comprendere l’I Ching bisogna studiare le 10 ali, ovvero i commenti che sono stati scritti in epoche successive.

Quella più importante, ala 8, il Wen yen fu scritta da Confucio in persona. Lo Shou Kua, ala 7 è il prodotto di una scuola tecnica che probabilmente origina dagli aruspici ufficiali alla corte degli Zhou. E’ databile non oltre il 5° sec. A.C. e potrebbe anche risalire al 7°. Il Tuan Chuan e lo Hsiao Chuan, ali 1,2 e 4, appartengono ad una scuola di commentatori, anche questi databili non oltre il 5° sec. A.C. Il Ta Chuan, ala 6, sembra sia opera di pensatori dal 5° fino al 3° sec. a.C. esso combina l’idealismo morale del confucianesimo con l’idealismo naturalistico del Taoismo.

In seguito, nel periodo della dinastia Han furono aggiunti altri commenti, come lo Tsa Hua. Prima del re Wen l’I ching era fatto solo di simboli. Fu lui che per la prima volta decise di scrivere per ogni esagramma una decisione, o “sentenza”, per spiegarne il significato più chiaramente.

In principio il linguaggio dell’I Ching era semplice e facile da capire. Sfortunatamente nel tempo questo linguaggio diventò antiquato e non più in uso. Ai giorni nostri i caratteri cinesi sono pochi, di conseguenza molti caratteri hanno più significati. Allo stesso tempo molti caratteri hanno forme diverse, ma lo stesso suono. Il loro utilizzo si può inter scambiare in base alla situazione.

Così il testo della lingua cinese si apre a molte interpretazioni, in base a colui che lo traduce. In più la scrittura cinese non ha segni di interpunzione, e questo rende ancor più difficile capire il significato delle frasi. Per questo motivo i cinesi stessi non sono capaci di capire l’I Ching senza la guida di un maestro che ne spiega il senso.

Ecco perché i commenti delle 10 ali sono così importanti; perché ci aiutano a capire meglio le sentenze del re Wen e le spiegazioni aggiunte da suo figlio, il duca di Zhou alle singole linee e le loro connessioni con gli esagrammi.