Nicola Piccioli (火雲)

Prima di affrontare l’etimologia del carattere “Mutamento” (Yi 易), dobbiamo fare chiarezza sulla situazione dell’etimologia dei caratteri della scrittura Han.
I caratteri Han che usiamo oggi sono l’evoluzione finale dei disegni alle origini della scrittura in Asia orientale, nata circa 2500 anni a.C., che erano rappresentazioni grafiche di esseri, piante, oggetti, azioni e idee che, come affermava il padre della filologia cinese Xu Shen (ca. 58-147):

Sono l’essenza della forma delle cose

Oggi l’etimologia dei caratteri di questo tipo di scrittura è una scienza umanistica gestita essenzialmente da studiosi che sono in primo luogo calligrafi. Le competenze e le abilità necessarie per gestire le arti cinesi della scrittura e dei sigilli, come la capacità di interpretare grafie con oltre quattromila anni di storia, sono essenziali in questa materia.
L’etimologia di questi caratteri rivela le origini della visione del mondo del popolo del Paese del Centro, per cui i suoi cultori si trovano in ogni categoria di persone che si occupano di cultura cinese, indipendentemente dalle loro conoscenze. Di conseguenza possiamo dividere la sua pratica in tre categorie: storica, popolare e scientifica.
La prima categoria, quella storica, risale al già citato Xu Shen, che nel suo Spiegazione e analisi dei caratteri (Shuowen Jiezi 說文解字, ca.100) propone l’etimologia dei caratteri usati al suo tempo, oltre novemila. Le sue spiegazioni etimologiche hanno contribuito a formare la visione del mondo dei cinesi fino alle soglie della modernità e oltre, però molte hanno il limite delle conoscenze del suo tempo. Infatti le sue ricerche si basavano sulla forma di scrittura più antica conosciuta alla sua epoca, il zhuan della precedente dinastia Qin (221-206 a.C), che era già molto stilizzata rispetto alle grafie delle origini, spesso irriconoscibili. Nonostante questi limiti, sono ancora molti quelli che usano le sue spiegazioni acriticamente, come attendibili.
La seconda è quella popolare, che hanno fatto e fanno persone che non hanno una preparazione specifica in questo settore, sia occidentali che cinesi, che sovente propongono ciò che ritengono più opportuno per i loro obbiettivi, ma senza nessun riscontro obbiettivo, come maestri di discipline marziali, praticanti di medicina tradizionale cinese, insegnati e cultori di lingua e cultura cinese e altri. La terza, l’unica che dia garanzie di attendibilità dimostrabili, è quella dovuta a studi accademici. Quest’ultima è nata nel 1899, quando fu riconosciuta la scrittura presente sulle ossa usate per la divinazione della dinastia Shang (XVI-XI sec. a.C.) a opera di Wang Yiron (1845-1900), direttore dell’Accademia Imperiale, da lui definita “Iscrizioni su gusci e ossa” (Jiaguwen 甲骨文). Attualmente questa grafia è la più antica testimonianza della scrittura cinese che conosciamo, i cui studi consentono etimologie maggiormente affidabili. .
Riguardo alla prima categoria, secondo Xu Shen, il carattere “Mutamento” (Yi 易), basandosi sull’aspetto di questo carattere in scrittura zhuan (fig. 5), rappresenta una lucertola o un geco, collegandoli alla rapidità con la quale cambiano la loro posizione. Interpretazione che ancora oggi alcuni condividono.

Fig. 5

Per quanto concerne la seconda categoria, per molti questo carattere in scrittura zhuan raffigura un “camaleonte”, perché cambia colore, senza rendersi conto dell’assurdità di questa affermazione perché tale animale in Cina non è mai esistito, infatti la sua diffusione verso est, partendo dall’Africa, è limitata all’India. Mentre per altri non è infrequente che la sua etimologia si basi sulla scrittura nella forma normale o lo stampatello (fig. 6) odierni così, non si sa su quali basi, viene immaginato che rappresenti il “sole e la pioggia”, o un “sole che sorge o tramonta”, oppure il “sole e la luna” e così via.

Fig.


Finalmente arriviamo alla terza categoria, quella gestita da accademici che sono profondi studiosi e sperimentati calligrafi, che tengono conto dei più recenti ritrovamenti archeologici, fornendo una documentata evoluzione dell’aspetto dei caratteri della scrittura e dei loro siginificati, come nel caso dell’immagine sottostante (fig. 7).

In questa immagine, che riporta l’evoluzione dell’aspetto del carattere yi 易 dagli inizi della storia fino alla dinastia degli Han occidentali (206 a.C.- 8 d.C.), vediamo che la sua raffigurazione iniziale rappresentava due mani che tengono una specie di caraffa che versa del vino in un bicchiere1 che, a causa della sua complessità, venne presto progressivamente semplificata. Così già durante la dinastia Shang prima perse le mani2, per poi rimanere soltanto la caraffa4 e infine solo una parete della caraffa, con da una parte l’ansa del manico e dall’altra i tre tratti che indicano il liquido6-7, che sarà il suo aspetto preponderante durante i Zhou occidentali (XI sec.-771 a.C.)8-9. Durante il successivo periodo delle Primavere e Autunni (770-481 a.C.), come poteva accadere, apparve un errore, venne aggiunto un punto all’interno dell’ansa del manico10, che rimarrà costante in questo carattere come si può notare nella successiva scrittura zhuan13, dove divenne un tratto, e nella nascente scrittura scrivani15, tipiche della dinastia Qin, poi nella scrittura scrivani degli Han occidentali16 e fino alla odierna scrittura normale. Mentre durante i Regni combattenti (475-221 a.C.) si possono trovare sue configurazioni deliberatamente elaborate a fini estetici12-14.                                                                                                                                 Un’efficace sintesi della semplificazione di questo carattere si torva nella colonna di destra, a pagina 93, del Valutare e spiegare i radicali dello Shuowen (Shuowen bushou quanshi 说文部首铨释)di Kang Yin (1926-1999), uno dei più noti epigrafisti cinesi ed eccezionale calligrafo (fig. 8).

Riguardo al suo significato, dagli studi fatti su questo carattere risulta che durante la dinastia Shang era “ricompensare” e “donare”. In seguito, il versare un liquido da un recipiente in un altro è all’origine dei concetti di “scambio” e “cambiamento”, come è documentato rispettivamente nel Mengzi (孟子, ca. 290 a.C.) e nello Shijing (詩經, XI-V sec. a. C.). È usato anche come prestito fonetico per rendere i sensi di “facile”, “leggero”, “favorevole” e “indulgente”, “negligente”.                                                                                         Durante i Regni combattenti iniziarono a essere composti i Commenti ai mutamenti (Yichuan易傳), noti anche come Dieci ali (Shiyi十翼), al testo divinatorio dei Mutamenti dei Zhou (Zhouyi 周易, VIII sec.a.C.), trasformandolo progressivamente nel compendio sapienziale detto Classico dei mutamenti (Zhouyi 易經), divenendo l’asse portante della cultura confuciana e uno dei suoi sei libri canonici. In questo nuovo contesto il senso di “cambiamento” venne permeato di un significato più profondo, cosmologico e filosofico, rappresentando le leggi che governano i mutamenti di tutte le cose dell’universo, inclusa la trasformazione di Yin e Yang nei principi di generazione e dominazione delle Cinque fasi. Queste leggi del mutamento sono quelle fondamentali che governano il fuzionamento della natura e della società umana, e anche le basi essenziali per la comprensione delle trasformazioni del mondo.                                                                                         L’ultimo atto di questo processo avvenne durante la dinastia degli Han orientali (25-220), quando i numeri 7 (qi 七) e 8 (ba 八) che componevano originariamente le “Figure divinanti dei Mutamenti” (Yigua 易卦), i così detti “Esagrammi” del Mutamenti dei Zhou, e le “Otto figure divinanti” (Bagua八卦), i cosiddetti “Trigrammi”, furono sostituiti con le linee Yin e Yang - -, che simboleggiavano rispettivamente i numeri dispari e i numeri pari. Tale trasformazione segnò l'elevazione dei numeri usati per la divinazione a nozioni filosofiche rappresentate dalle linee Yin e Yang, diventando un elemento centrale del sistema del Classico dei mutamenti. Questo nuovo status aveva fatto evolvere progressivamente la nozione di mutamento da una funzione divinatoria a quelle cosmologica ed etica, superando i limiti della storia.
 
 
 
 
 
 
 
Bibliografia

P. Billi e N. Piccioli, Calligrafia cinese, la sua natura la sua storia. Amazon, 2021   

Kang Yin, Shuowen bushou quanshi 说文部首铨释, Beijing 北京, 1992                                                                            

B. Karlgren, Grammata serica, Stockholm, The Bulletin of the Museum of Far Eastern  Antiquites, 1940  

N. Piccioli, Genesi del Classico del Dao e dell’efficacia. www.feimo.it, 2021                                                                      

Sima Qian, Memorie storiche (Traduzione di V. Cannata). Milano, Luni Editrice, 2024

Wang Dongliang, Les signes et les mutations. Paris, L’Asiathèque, 1995                                                                    

Sito cinese

易(汉语文字) – 百度百科